venerdì 21 settembre 2012

In Europa bicchiere mezzo pieno per le italiane

Una vittoria, cinque pareggi e nessuna sconfitta: questo il bilancio delle squadre italiane dopo la tre giorni di coppe europee.
Bicchiere mezzo pieno al termine del primo appuntamento continentale anche se accanto a squadre che hanno fatto bella figura ce ne sono altre che hanno profondamente deluso.

Cominciamo dal Napoli unica formazione che è riuscita a vincere.
Contro i modesti svedesi dell'Aik, Mazzarri ha fatto turn over totale, rinunciando a ben 10  "titolarissimi" ma, a conferma che l'impianto di gioco costruito negli anni è stato ormai assimilato bene dagli azzurri, anche le seconde linee si sono dimostrate all'altezza della ribalta europea.
E' stata soprattutto la grande serata di Edu Vargas autore di una fantastica tripletta e il fatto che il cileno si sia finalmente sbloccato, accanto alle ottime prove dei vari Insigne, Mesto, Fernandez, Gamberini e Rosati corrobora le chance stagionali di una squadra che sembra matura per poter competere fino alla fine su tre fonti: campionato, Europa League e Coppa Italia. 


Ancora più rafforzata sul piano della convinzione è stata però la Juventus che nell'esordio a Stamford Bridge nella tana dei campioni del Chelsea ha confermato anche a livello internazionale quella solidità caratteriale e di gioco che gli ha consentito di dominare l'ultima stagione italiana.
Il pareggio di Londra non è solo un grande risultato nell'economia del girone di qualificazione ma per il modo in cui è giunto, rimonta dal 2 a 0 con Pirlo ancora lontano dalla migliore condizione, rafforza enormemente l'autostima dei bianconeri.
 

Altro pareggio positivo quello colto sempre a Londra dalla Lazio in casa del Tottenham. Contro la formazione di Vilas Boas i biancocelesti hanno sofferto il giusto ma hanno anche ribattuto colpo su colpo, creando occasioni da rete, colpendo una traversa e difendendosi in maniera ordinata.
L'ennesima conferma insomma dell'ottimo lavoro svolto fin qui da Petkovic allenatore tanto bravo quanto concreto e modesto. 

Non a caso quindi la migliore figura anche in campo europeo l'hanno fatta le tre squadre che stanno dominando a punteggio pieno il campionato. 


Ai pareggi positivi di Juve e Lazio hanno fatto riscontro infatti quello discreto dell' Udinese, che all'ultimo minuto ha raggiunto l'Anzhi di Eto' o allo stadio Friuli grazie ad una rete del solito Di Natale, e quelli decisamente deludenti di Inter e Milan.

La sindrome di San Siro, dove dall'inizio della stagione né neroazzurri né rossoneri sono mai stati capaci di vincere si è perpetuata anche in Europa.
Ma se per Stramaccioni si può ancora parlare di un cantiere aperto con buone giocate che si alternano a ingenuità difensive clamorose nelle partite dell'Inter, è proprio il Milan che appare sempre più il grande malato del calcio italiano.
Contro l'Anderlecht è emersa tutta l'impotenza e la scarsezza di idee e soluzioni cui Allegri può far ricorso. L'impressione di un allenatore che non crede più troppo alle possibilità di un gruppo decisamente impoverito rispetto alla scorsa stagione è emersa chiaramente nella sfida con i belgi.
Lo 0 a 0, oltre a complicare la situazione in un girone certamente non facile, può accellerare la resa dei conti tra società e tecnico a rischio esonero se non farà risultato a Udine.

Certo l'allenatore livornese ha le sue colpe perché il Milan, oltre tutto gioca decisamente male. Ma, dopo aver ceduto Ibra e Thiago Silva e non aver degnamente rimpiazzato campioni come Nesta, Seedorf, Gattuso e Zambrotta prendersela con l'allenatore che in due anni ha conquistato uno scudetto e un secondo posta sarebbe da parte della società rossonera non solo ingeneroso ma anche profondamente ingiusto.



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