Tra gli indagati, anche il dg del Piacenza, Maurizio Riccardi.
Il provvedimento del pm è il culmine di una serie di accertamenti che le Fiamme Gialle stanno portando avanti da circa un anno, scaturiti da un controllo a campione proprio nella società sportiva Piacenza Calcio, notoriamente in difficoltà finanziarie e dichiarata ufficialmente fallita di recente.
Il sospetto è quello di un sistema in cui le parcelle degli agenti siano state iscritte a bilancio evitando il pagamento dell'Iva.
Il Piacenza ha inserito le mediazioni dei procuratori nella voce "diritti pluriennali dei calciatori" in bilancio. In tal modo il club si sarebbe garantito una sorta di diritto di prelazione su eventuali trattative di compravendita dei giocatori stessi.
La Guardia di Finanza sta anche valutando la posizione di oltre 30 calciatori professionisti in merito ad eventuali casi di frode sportiva per la sottoscrizione e il deposito di contratti di mandato, elaborati da agenti e calciatori.
Pasqualin, uno dei procuratori di spicco che figura nel registro degli indagati, afferma: "Sono sereno. Ho verificato la mia contabilità e con il Piacenza ho avuto due rapporti tra cui uno si chiama Ignazio Abate dove feci una fattura di 7.500 euro e poi 15.000 euro per Margiotta - spiega Pasqualin a Radio Sportiva. Al magistrato chiarirò e spiegherò tutto senza paura. La fatturazione ai club tra l'altro è una questione annosa che va risolta e che già tanto tempo fa cercammo di risolvere".
(Fonte: TMNews)
Il commento di Enrico Varriale
Piove sul bagnato si potrebbe dire. Dopo calciatori e presidenti di società coinvolti nell’indagine sullo scandalo Calcioscommesse ora a finire nel mirino della magistratura sono i procuratori.
L’accusa, ovviamente tutta da dimostrare, è particolarmente odiosa in un momento in cui quasi tutti gli italiani sono chiamati a tirare la cinghia sotto i colpi della crisi economica: a 21 big tra gli agenti della pedata viene contestata una maxi evasione fiscale quantificata in decine di milioni di euro.
Potenti a volte al limite dell’arroganza, spregiudicati e ricchissimi, i procuratori sono stati definiti i veri padroni del calciomercato.
Generalizzare non è mai corretto e se per alcuni la figura professionale somiglia a quella del famoso Jerry Maguire, l’agente interpretato sul grande schermo da Tom Cruise che mette a rischio la carriera per puntare tutto sul giocatore in cui crede, per molti altri le ombre sono più numerose delle luci.
Generalizzare non è mai corretto e se per alcuni la figura professionale somiglia a quella del famoso Jerry Maguire, l’agente interpretato sul grande schermo da Tom Cruise che mette a rischio la carriera per puntare tutto sul giocatore in cui crede, per molti altri le ombre sono più numerose delle luci.
Il caso più clamoroso di malcostume calcistico legato ai procuratori è stato quello della GEA, l’agenzia dei cosiddetti figli di papà sciolta nel 2006 dopo le disavventure giudiziarie di Calciopoli, il cui presidente Alessandro Moggi opera attualmente anche negli Emirati arabi.
C’è chi dice che senza procuratori il calcio moderno non potrebbe andare avanti, visto il gran numero di servizi che garantiscono ai loro assistiti dalla casa a tutte le questioni della vita quotidiana.
La maggior parte dei presidenti li vede però come il fumo negli occhi specie quando, incuranti degli accordi in essere, spingono i calciatori a chiedere di cambiare squadra sottoscrivendo nuovi contratti che significano nuove e cospicue percentuali per gli agenti.
L’amara verità sta probabilmente in quanto ha dichiarato Claudio Pasqualin, uno dei decani della categoria, che nel ribadire la sua estraneità ai fatti contestati nell’inchiesta della procura di Piacenza ha comunque ammesso che la figura del procuratore in Italia non è mai decollata .
“Di noi – ha detto con amarezza l’avvocato vicentino - pensano che siamo dei faccendieri più che dei professionisti “.
“Di noi – ha detto con amarezza l’avvocato vicentino - pensano che siamo dei faccendieri più che dei professionisti “.
Difficile dargli torto.



Nessun commento:
Posta un commento