In particolare Petrini, al microfono delle Iene, afferma di essersi ammalato a causa delle sostanze dopanti assunte quando giocava, sostanze, a suo dire, illegali, viste le reazioni anomale che ne conseguivano (come la bava alla bocca) e le prestazioni straordinarie e innaturali tenute sul campo di calcio.
Nell' intervista de Le Iene Petrini non risparmia nessuno: tutti (medici, presidenti e allenatori), secondo lui, erano consapevoli che si trattasse di doping.
Tutti tranne i calciatori, ignari della dannosità delle sostanze assunte, molti dei quali stranamente e prematuramente morti a causa di malattie come la Sla e la leucemia.
Il commento di Enrico Varriale
Le denunce di Carlo Petrini nell' intervista rilasciata a Le Iene sul doping e sul marcio del mondo del calcio che ripetono quanto scritto nei libri dallo sfortunato calciatore non possono lasciare indifferenti: la sua morte le ha fatte tornare di attualità.
Petrini è un uomo che ha sbagliato e ha ammesso le sue colpe ma ha provato a riscattarsi cercando di portare alla luce una serie di storture e di problemi del mondo del calcio e dello sport in genere di cui, purtroppo, si parla troppo poco e che, soprattutto, non trovano ancora soluzione.
Mi riferisco in particolare all'uso dei medicinali che può sconfinare nel doping e al numero impressionante di impegni cui sono chiamati i calciatori in questi ultimi anni.
Appare non più rinviabile una serie di iniziative che mirino a cambiare realmente le cose.
Mi riferisco in particolare all'uso dei medicinali che può sconfinare nel doping e al numero impressionante di impegni cui sono chiamati i calciatori in questi ultimi anni.
Appare non più rinviabile una serie di iniziative che mirino a cambiare realmente le cose.
Temo però che, dopo il cordoglio per la scomparsa di Petrini e la solita indignazione quando accadono fatti clamorosi, non se ne farà nulla.


Il vero problema è il professionismo come fonte di guadagno,quindi più prestazione più guadagno.Questo riguarda tutti quelli che fanno dello "sport" come "lavoro".Se fossi giornalista proverei a fare delle domande ai diretti interessati in base alle loro prestazioni non solo individuali,ma anche di squadra.E chiederei come è possibile che giocatori logori e vecchi riescono a fare si badi bene,non singole prestazioni, ma annate intere anche dopo infortuni importanti.Zeman docet.Temo però che,dopo la presa in giro ci conviene tacere e fare finta di credere che tutto sia vero.
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