martedì 17 aprile 2012

Lega Calcio: serve un capo


"La Lega ha fatto l’ennesima brutta figura". Questo il mantra che l’informazione televisiva e scritta sta  recitando da due giorni per commentare i contrasti emersi a Via Rosellini  su come recuperare la giornata rinviata per la morte del povero Morosini.  
Una posizione che ha certo un fondamento ma che appare anche abbastanza conformistica.
Intendiamoci, mettersi a litigare mentre tutta l’Italia piange la scomparsa su un campo di calcio di un ragazzo di 25 anni non è stato certo uno spettacolo edificante.


Ma, a mio giudizio, l’errore maggiore lo ha commesso chi ha fatto trapelare pubblicamente le divergenze di opinione  rispetto a una decisione che andava presa lavorando rapidamente e con discrezione.
Aggiungo che, sempre a mio sommesso avviso, la scelta fatta, peraltro rispettando il regolamento in vigore, è stata alla fine la migliore per salvaguardare i diritti dei tifosi (in migliaia avevano prenotato treni e aerei per assistere a Juventus – Roma) anche se, come sempre, si è esagerato negli anticipi a beneficio delle pay tv.

Il problema  è chementre la Federcalcio ha potuto decidere in pochi minuti la sospensione dei campionati con una scelta giusta e coraggiosa del presidente Abete, in Lega il povero Beretta non può muovere foglia senza consultare almeno una decina di presidenti spesso con idee contrastanti tra loro.
Ottima persona il presidente della cosiddetta CONFINDUSTRIA del pallone, in  prorogatio però da troppi mesi per poter ricoprire dignitosamente un ruolo tanto delicato.

E’ questo il vero nodo da sciogliere per i vari Galliani, Moratti, Agnelli, De Laurentiis, Lotito e compagnia bella che restano in disaccordo su quasi tutti i temi sul tappeto del  pallone italico. 
Dalla distribuzione  dei diritti Tv, alla responsabilità oggettiva, ai rapporti con i calciatori con i quali ancora non è stato firmato il contratto collettivo, ai calendari per la prossima stagione sembra quasi impossibile trovare una sintesi tra le diverse posizioni.

E allora cercassero almeno l’accordo sul nome di un manager cui affidare la gestione di quella che, malgrado tutto, resta per fatturato una delle prime industrie del paese. 
Un presidente affidabile, in grado di interloquire con la politica per far uscire dalla palude parlamentare la fondamentale legge sugli stadi, capace nel contempo di ricostruire un rapporto normale con il Coni e la Figc rispetto ai quali non può proseguire la guerra in corso negli ultimi due anni.

Solo così la Lega di serie A potrà ritrovare credibilità e un’ immagine migliore rispetto a quella che, come ha ammesso lo stesso Adriano Galliani, appare oggi assai  negativa.   
Enrico Varriale 

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