Da Rimini a Trieste sono passati solo 6 anni ma per la Juventus quelli trascorsi dal faticoso esordio in serie B, dove era precipitata per lo scandalo Calciopoli, e lo scudetto conquistato sul campo neutro del Nereo Rocco, rappresentano una profonda rigenerazione calcistica.
Simbolo di questa straordinaria epopea sportiva Gigi Buffon, l'uomo che nel 2006 da Campione del Mondo non esitò a scendere nella serie cadetta per continuare a vestire la maglia bianco-nera pur avendo richieste dai migliori clubs di tutto il mondo.
Con lui Del Piero, Trezeguet, Camoranesi e Nedved presero la stessa decisione mentre altri, come Ibrahimovic e Cannavaro, preferirono abbandonare la barca bianco-nera.
Si comprende così il significato delle parole di Gigi Buffon che ieri, dopo la partita vittoriosa col Cagliari, ha detto che questo scudetto, conquistato sotto la guida di Antonio Conte, rappresenta il successo più bello della sua carriera dopo il Mondiale 2006.
E' questo lo spirito che piace sottolineare a tutti coloro che amano il calcio: la Juve ha vinto meritatamente uno scudetto inatteso e per questo ancora più bello.
Le polemiche, se questo sia da considerare lo scudetto numero 28 o numero 30 della storia bianco-nera, lasciano il tempo che trovano e mi auguro siano relegate in un cantuccio rispetto alla grande impresa compiuta da Antonio Conte e dai suoi uomini.
Enrico Varriale


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