mercoledì 23 maggio 2012

Le pagelle di Enrico Varriale: promossi e bocciati della stagione calcistica 2011/12

Con la conquista della Coppa Italia da parte del Napoli si è conclusa la stagione calcistica italiana. Ora la palla passa alla Nazionale di Prandelli chiamato al non facile compito di tenere alto l'onore del pallone italico in un momento non certo esaltante sia in campo che fuori. 
Proviamo a fare un rapido bilancio di vincitori e vinti.




PROMOSSI

A guidare l'elenco di quelli che possono archiviare con soddisfazione la stagione 2011/12 c'è sicuramente la Juventus
La riconquista dello scudetto centrata senza subire alcuna sconfitta merita un 10 con lode, voto da assegnare soprattutto ad Antonio Conte oltre che alla società capace di un ottimo lavoro.

La valutazione va lievemente abbassata riguardo alla dirigenza bianconera con in primis il presidente Andrea Agnelli per la troppo reiterata polemica sui 30 scudetti, che per Fifa, Uefa e Federcalcio sono e restano 28, mentre la squadra ha fallito l'en plain per la sconfita in Coppa Italia contro un Napoli che ha dimostrato nell'occasione di avere più fame.


Proprio la formazione di Mazzarri merita un posto di rilievo tra i vincenti della stagione. Non è arrivato il terzo posto e con esso il ritorno in Champions league, ma l'annata degli azzurri con la conquista del primo trofeo dell'era De Laurentiis è da incorniciare, per le notti magiche europee e la crescita mostrata in molte occasioni.
Il Napoli è riuscito, unica squadra del lotto, a battere sia i campioni d'Italia della Juventus che quelli d'Europa del Chelsea.
Basterebbe questa considerazione per comprendere quanto sia solida la base della squadra partenopea che con pochi innesti, se De Laurentiis e Mazzarri confermeranno la loro intesa, può davvero puntare l'anno prossimo ad essere l'anti - Juve. 


Grande ancora una volta anche il risultato centrato dall' Udinese capace per il secondo anno di fila di accedere ai preliminari di Champions League.
Solo che la squadra di Guidolin ci è riuscita migliorando la posizione dello scorso anno, terzo invece che quarto posto, nonostante  avesse ceduto giocatori del calibro di Sanchez, Inler e Zapata. 
Parlare di miracolo friulano però sarebbe un grave errore. Il ripetersi ad altissimi livelli pur senza budget astronomici è la conferma che anche nel calcio di oggi competenza e buona organizzazione possono ancora essere determinanti.


Un discorso quest'ultimo che va esteso anche a realtà come il Chievo, il Catania, il Siena, il Parma e il Bologna tutte brave a chiudere l'annata col segno positivo.


SUFFICIENTI

Ad aprire il gruppo di quelli che possono gioire, ma non troppo, è il Milan che chiude l'anno senza alcun successo.
E' arrivato con il secondo posto la conferma in Champions league, manifestazione in cui i rossoneri sono stati la squadra italiana che è andata più avanti prima di incappare nel Barcellona. 
Ma nonostante le attenuanti rappresentate dai tanti infortuni, dal gol di Muntari non visto contro la Juventus e da un pizzico di malasorte nel sorteggio europeo, Allegri archivia una stagione in cui le ombre sono state più numerose delle luci.
Qualche malumore di spogliatoio e le difficoltà economiche di Mediaset che non potrà investire molto sul Milan in sede di campagna acquisti non sembrano gli auspici migliori per il prossimo anno.


Discorso analogo può essere fatto per la Lazio che pur centrando l'Europa league vede un bicchiere più mezzo vuoto che mezzo pieno e che ora dovrà trovare una nuova guida tecnica dopo l'addio di Reja mai troppo apprezzato da un ambiente che rischia di dover rimpiangere la saggeza e la bravura del tecnico friulano.


BOCCIATI

Rimaniamo nella capitale per cominciare l'elenco dei delusi. Il progetto tecnico della Roma di Luis Enrique è miseramente fallito. Il tecnico asturiano si è confermato persona perbene ma anche allenatore non ancora pronto, e forse del tutto inadatto, al calcio italiano.
Le sue dimissioni ne hanno fatto un po’ il capro espiatorio di una situazione in cui le responsabilità vanno invece equamente ripartite con la società, ancora oggi dopo un anno vaga su potenzialità economiche e obbiettivi, e giocatori, molti dei quali non all'altezza del compito.


Tra i bocciati vanno annoverati anche i presidenti del Cagliari e del Palermo Cellino e Zamparini, impegnati anche quest'anno in un sfida personale a chi caccia via più allenatori.


A superarli in questo campionato ci ha pensato il patron dell'Inter Massimo Moratti, che di tecnici ne ha cambiati tre, Gasperini, Ranieri e Stramaccioni, senza riuscire ad ottenere per la squadra neroazzurra nè risultati nè un gioco decente.
I tempi del triplete di Mourinho sembrano lontanissimi anche se la fiducia concessa all'ex tecnico degli allievi appare una scommessa affascinante se si avrà il coraggio di percorrerla fino in fondo.


Peggio dell'Inter quest'anno hanno fatto solo Fiorentina e Genoa non a caso salvatesi in extremis dopo essere partite con ben altre ambizioni.
Al di là di risultati e gioco deludenti sono stati anche gli episodi extra calcistici a trasformare il campionato appena concluso in un capitolo da dimenticare in fretta per viola e grifoni. La scazzotata tra Delio Rossi e Ljaijc, e la resa dei rossoblù obbligati dagli ultras a togliere le maglie, rimarranno a lungo nella memoria tra le pagine più brutte del nostro calcio.


Ma il peggio del peggio sono senz'altro i protagonisti del pallone italico coinvolti nel Calcioscommesse. Una vicenda di cui ci occuperemo ancora a lungo quest'estate, che rischia davvero di sconvolgere classifiche e futuro di molte società sia in Serie B che in Serie A.
Enrico Varriale    
 

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