giovedì 3 maggio 2012

Un calcio fuori di testa

Stanno facendo il giro del mondo le immagini dell'aggressione a Ljaijc da parte di Delio Rossi che è costata la panchina all'ormai ex allenatore della Fiorentina. Sin dall’inizio i commenti sono stati unanimi nel salvare l’uomo Delio Rossi e condannare il gesto davvero inqualificabile nonostante la stupida provocazione. 


Sono d’accordo anch’io, ma credo sia giusto andare oltre, perché il momento di follia del tecnico romagnolo è solo l’ultimo anello di una catena di episodi che stanno mettendo a dura prova la credibilità del nostro calcio. 

Arriva infatti dopo l’esplosione del calcio scommesse di cui tra poco arriveranno i primi deferimenti, la vergogna di Marassi coi giocatori del Genoa obbligati a togliere la maglia per le minacce degli ultras, “la passeggiata obbligata “ di Totti sotto la curva dell’Olimpico dopo la gara col Napoli, per ricordare solo i fatti più eclatanti. 

Per questo  il gesto di Delio Rossi è da un lato imperdonabile, perché non si può condannare la violenza dei tifosi e poi offrire pubblicamente un tale pessimo esempio, ma è dall’altro canto la spia di una situazione che rischia di finire fuori controllo. 
Un movimento con poca attenzione ai valori etici e moltissima a quelli economici sta scivolando in una deriva estremamente negativa. 
Il guaio è che tutti lo notano, lo denunciano e ne parlano ma poi nulla cambia e tutto va avanti come prima, fino a scandalizzarsi nuovamente in presenza dell’ennesima caduta di stile. 

Esemplare in questo senso la gestione dei calendari delle ultime giornate di un campionato avvincente per la lotta scudetto, quella per il terzo posto e  le sfide per evitare la retrocessione. 
La Lega ha giustamente deciso di far giocare in contemporanea domenica prossima Juventus e Milan ma identica attenzione non è stata usata per Lecce – Fiorentina, gara decisiva nella corsa per evitare la serie B. 

Ieri il solitamente sanguigno Serse Cosmi ha usato toni pacati per chiedere rispetto verso la sua squadra costretta, come del resto i viola, a giocare dopo 48 ore dal turno infrasettimanale di un campionato massacrante, concedendo oltre tutto al Genoa, diretto rivale nella corsa salvezza di giocare il giorno dopo conoscendo il risultato della sfida in programma sabato alle 18 nello stadio di Via del Mare. 
Evitare la serie B è un traguardo che, sportivamente, per certe squadre vale lo scudetto. 
Ma quest’aspetto conta evidentemente meno dei format televisivi difficilmente modificabili visto quanto i soldi delle pay tv servano a mantenere in piedi il baraccone del calcio italiano.    


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